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Martedì 7 Settembre 2010
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COMUNE DI VILLA DEL BOSCO (BI)

Rss
Tra Baraggia e Bramaterra



Alberi Secolari

immagine ingrandita Mister Castagno (apre in nuova finestra)




Mister Castagno
Altezza: 21,60 mt
Diametro: 185 cm
Circonferenza: 6,10 mt

immagine ingrandita Il Tiglio giganteggia sulla chiesetta di San Fabiano (apre in nuova finestra)




Il Tiglio giganteggia sulla chiesetta di San Fabiano
Altezza: 29,50 mt
Diametro: 112 cm
Circonferenza: 3,5 mt

immagine ingrandita Miss Quercia biellese (apre in nuova finestra)




Miss Quercia biellese
Altezza: 27 mt
Diametro: 115 cm
Circonferenza: 5,10 mt

immagine ingrandita L'altro super Castagno (apre in nuova finestra)




L'altro super Castagno
Altezza: 20,5 mt
Diametro: 175 cm
Circonferenza: 5,25 mt

Rassegna Stampa

Da "La Stampa - Biella e Provincia"
Sabato 11 marzo, 2000

A Villa del Bosco i quattro alberi dei Record
Il "re" è un tiglio secolare alto trenta metri, già noto a Napoleone - Insieme a due castagni e a una quercia costituisce un patrimonio della natura da difendere e valorizzare

Il secolare castagno di Sostegno? Un pigmeo se messo a confronto con la mole dei due castagni, un tiglio e una quercia che abitano i boschi nei pressi della frazione Ferracane di Villa del Bosco.
Le dimensioni parlano chiaro: il castagno sostegnese, definito il più grande e antico del Biellese, ha un'altezza di 11 metri e un diametro di 140 centimetri. Il gigantesco castagno di San Fabiano di Ferracane misura 21,60 metri di altezza e 185 centimetri di diametro, quello di canton Rivetto 20,5 metri di altezza e 175 centimetri di diametro: in autunno entrambi producono castagne grosse il doppio della norma.
Ma è il tiglio, situato a poca distanza dal primo castagno, a sovrastare tutti gli altri alberi: 29,50 metri di altezza, 120 centimetri di diametro. Lo segue a ruota, con i suoi 27 metri di altezza e 155 centimetri di diametro, la quercia di regione Fornacette.
"La presenza di questi quattro alberi monumentali attesta l'oggettiva corrispondenza tra il nome del paese. Villa del Bosco, e l'ambiente, in una meravigliosa sintesi tra realtà antropica e realtà naturale - afferma il sindaco, Giuseppe Peretti - Non è un caso che la stessa terra fecondi i vigneti produttori del Bramaterra e alimenti le antichissime radici di questi straordinari esemplari, tutelati e valorizzati in tutto il loro splendore".
Difficile definire l'età dei quattro giganti: come racconta Dino Erbetta, un anziano del paese, intorno agli anni Sessanta alcuni ufficiali dell'istituto geografico militare di Firenze furono da lui condotti nel sito del castagno più grande per prendere visione di quello che risultava essere un punto di riferimento topografico segnalato sulle mappe militari fin dall'età napoleonica.
"Il nostro proposito è quello di protegge questo inestimabile patrimonio naturale, segnalandolo all'apposita commissione regionale - conclude Perotti - Da parte nostra è ipotizzabile un progetto di inserimento ufficiale nel contesto territoriale e ambientale circostante, magari finalizzato alla fruizione scientifica e turistica, con visita guidata e mirata che tocchi i quattro alberi, peraltro compresi in un'area di pochi chilometri raggiungibile mediante una comoda e panoramica strada vicinale".
Alcune scuole avrebbero già espresso il desiderio di organizzare l'escursione alla scoperta di questi grandi alberi plurisecolari.

[m.ch.]


Da "Notizia Oggi"
Lunedì 27 marzo 2000

Giganti verdi col segreto dell'eternità
Alberi monumentali, un bene da proteggere

Il Biellese, in fatto di alberi, non è esente da record. A Villa del Bosco e possibile ammirare quattro giganti.
La chiesetta di San Fabiano e dominata da un tiglio alto 30 metri: il suo diametro supera il metro, mentre la circonferenza è di 3,5: "II nostro comune sostiene Giuseppe Peretti sindaco del paese - racchiude nel suo nome un antico rapporto tra natura e cultura, oggi ancora vivo: oltre ai tiglio c'è li castagno di Ferracane, di epoca medioevale (alto 21,6 metri e della circonferenza superiore ai 5 metri: ndr); quest'albero era segnalato come punto di riferimento topografico sulle mappe militari napoleoniche".


Gianmario Angelillo

Da "Il Biellese"
Venerdì 24 marzo 2000

Il comune propone la tutela di quattro piante storiche
Storia pluricentenaria raccontata dagli alberi

Hanno gli anni per figurare da testimoni di battaglie. Hanno gli anni per essere considerati taciti ma maestosi osservatori di ciò che l'uomo ha plasmato con mano moderna attorno a loro. Hanno gli anni necessari da ritenersi padroni naturali del bosco, non vecchi ma antichi arbusti nati da chissà quale mirabile seme. Sono l'implicita conferma al nome del paese. Villa del Bosco anche cosi conserva intatto, unito e non slegato, il senso delle sue radici. Che poi sono le stesse dalle quali si levano quattro alberi che oggi, nel duemila, paiono monumenti veri, edificati da quell'architetto supremo che è madre natura. Una quercia, un tiglio e due castagni. Ecco i signori del bosco. I signori di Villa del Bosco.
Basta procedere lentamene sulla striscia di asfalto che collega Roasio a Sostegno per puntare verso Ferracano e addentrarsi nel verde a godersi l'imponenza di questi alberi davvero speciali. E nella frazione che getta gli occhi alle Rive Rosse di Curino che abitano, poco distanti tra loro, questi vatussi di legno.
A San Fabiano di Ferracano ha dimora quello che a conti fatti sembra rimpiazzare il castagno di Sostegno, considerato con i suoi 11 metri di altezza, primo nella hit-parade degli arbusti biellesi.
L'esemplare in questione è cresciuto (reputando ormai arrestato il processo evolutivo...) fino a 21,60 metri per un diametro di 185 centimetri. Solo una conseguenza sono da ritenersi quindi le castagne giganti che in autunno cadono dai rami. Circondato da tanti alberelli che vanno visti come parenti alla lunga, il castagno si permette pure di dare casa, ai suoi piedi, ad una volpe, che da anni "affitta" per la sua tana. Che la pianta sia un punto di riferimento per la zona lo si intuì fin dagli anni '60, allorquando degli ufficiali dell'Istituto geografico militare di Firenze furono inviati per prender visione di quello che figurava come elemento cardine sulle mappe di Napoleone. Cento e più anni fa.
Qualche metro più distante, punta sicuro verso il cielo uno splendido tiglio; l'età qui non deve contare come per gli umani, viste le misure da top-model del bosco: 29,50 metri di altezza per un diametro di 1,12 metri. D'estate i suoi fiori sono richiamo irresistibile per le api: è il primo passo che fa nascere un dolcissimo miele tra i più ricercati.
In regione Fornacette c'è, invece, la quercia: 27 metri con diametro di 155 centimetri. Dritta senza un nodo, domina l'incontaminata area, nutrita da quella terra scura e feconda dove trovano linfa pure i vigneti che originano il Bramaterra.
Poco più sotto, a Canton Rivetto catturano lo sguardo i 20,5 metri per 1,75 di diametro di un altro castagno da record. Custode di queste bellezze il paese che è confine tra Biellese e Valsesia, vuole oggi a ragione, per iniziativa del suo primo cittadino Giuseppe Peretti, proteggere e valorizzare questo patrimonio naturale. Si ipotizza, come già segnalato all'apposita Commissione regionale del Piemonte, un inserimento nel contesto territoriale circostante, per fruirne dal punto di vista scientifico e turistico.
Un paio di chilometri sulle colline care agii amanti del Bramaterra, con lo scorcio del Parco delle Rive Rosse, per camminare in un pomeriggio incantato. Con il verde delle foglie, i colori dei fiori, i rumori del bosco e quattro alberi che valgon bene una gita a Villa del Bosco. Le auto che viaggiano veloci sullo stradone per un giorno le vedranno solo i castagni, il tiglio e la quercia con i loro occhi. Gli stessi che dall'alto vanno a catturare i raggi migliori del sole. Del resto hanno gli anni per poterselo permettere.

Fabio Marzaglia


Da "Corriere"
Sabato 4 marzo 2000

Una Terra di giganti verdi
A Villa del Bosco quattro alberi di smisurata grandezza

Forse i distratti viaggiatori, e sono tanti, che quotidianamente transitano sulla provinciale Roasio-Sostegno non notano, un po' prima di entrare a Villa del Bosco, una indicazione con freccia indicante Ferracane, piccola frazione, incantata oasi di fronte alle Rive Rosse di Curino, immersa nel verde e nei frutteti, dove i pochi e fortunati abitanti hanno l'incomparabile privilegio di non vedere mai la nebbia e di poter trascorrere la propria esistenza in un mondo in cui il ritmo della vita moderna e smorzato e un raccoglimento quasi monastico è compagno altamente gradito e cercato.
In quest'oasi stupenda si trovano quattro alberi meravigliosi sia per l'età che per la smisurata grandezza. E' da tempo che sentivo parlare di alberi giganteschi, fuori dalla norma, al punto che il tanto decantato castagno di Sostegno fa la figura del pigmeo. Finora mai nessuno aveva pubblicamente accennato a questi alberi. Sì sapeva che anni fa i soci dì Pro Natura Biellese erano venuti ad ammirarli, affermando che nelle loro scorribande non avevano mai visto simili giganti. A questo punto taglio la testa al toro e voglio fare il San Tommaso: se non tocco con le mie mani il tronco di questi alberi e non constato personalmente le misurazioni, non credo.
Mi faccio accompagnare da tre persone, le più esperti dei boschi della zona: il sindaco di Villa del Bosco, prof. Giuseppe Peretti, il cantoniere comunale dello stesso comune, Gilberto Asei Dantoni, Mauro Riani, la cui madre è la proprietaria di due dei quattro alberi. Siamo muniti di metri per le varie misurazioni e partiamo salendo su stradine per fortuna ben asciutte.
Ai bordi, testimoni del clima mite, occhieggiano tante primule e bucaneve. Bene, giovedì 17 febbraio, in una giornata solare e con un clima da riviera dei fiori, puntiamo su Ferracane, donde si dipartono le stradine che conducono nei boschi. Dobbiamo fare visita a due castagni, un tiglio e una quercia che nella loro smisurata mole sovrastano tutti gli altri alberi, che fanno corona a questi giganti dei boschi. Il primo albero è un castagno, si trova in regione Salì Fabiano di Ferracane in comune di Villa del Bosco.
Ma affinché il lettore possa farsi un'idea di questi quattro alberi, indico le misure del castagno di Sostegno, pubblicate in questi giorni da diversi settimanali locali, come il castagno più grande e più antico del Biellese: la sua altezza è di 11 metri e il diametro di 140 centimetri.
Ora dò la misura del castagno di Ferracane, di proprietà della signora Irene Riani Castagna: l'altezza è di 21,60 metri, il diametro di 185 centimetri e ha una circonferenza di 610 centimetri. Produce in autunno del- le castagne grosse il doppio della norma, ma purtroppo i proprietari arrivano in ritardo e i raccoglitori abusivi in anticipo ne fanno incetta. Sotto la base abbiamo trovato una tana di volpe, con due buchi, per l'entrata e per l'uscita e piume di galline indicanti il pasto ordinario della volpe.
A poca distanza dal primo castagno andiamo a far visita all'amico tiglio, un gigante che come Saul innalza la sua fronda nei cieli limpidi.
Sono conquistato dalla sua vertiginosa altezza di ben 29.50 metri, da sembrare un campanile gotico svettante nell'azzurro. Si trova anch'esso in regione San Fabiano di Ferracane ed è ancora proprietaria la signora Irene. La sua circonferenza è di metri 3,05 e il diametro di 112 centimetri. Voglio venire a trovarlo quest'estate, quando il profumo intenso delle sue infiorescenze attira tutte le api dei dintorni, che producono poi una qualità di miele fra le più appetibili.
La terza pianta si trova in regione Fornacette ed è una quercia superba, diritta come un'antenna televisiva, un tronco senza nodi, enorme, che, segato e sezionato, frutterebbe legna per arredare diverse abitazioni. Deve aver raggiunto l'età di Matusalemme. E' alta 27 metri, con una circonferenza di 5,10 metri, un diametro di 155 centimetri. Infine scendiamo in canton Rivetto di Villa del Bosco ad ammirare l'ultima pianta, un bel castagno che ha le seguenti misure: altezza 20,5 metri, circonferenza 5,25 metri, diametro 175 centimetri. Completiamo il giro, quando sta per annottare e la stanchezza fa capolino. Ma siamo felici, perché è stata una visita molto attraente: il sindaco Peretti è orgoglioso che nella sua piccola patria ci siano simili meraviglie del creato. Sarebbe molto istruttivo che le scolaresche della zona potessero visitare questi boschi: non c'è pericolo, le stradine sono belle e sicure e i ragazzi sarebbero felici nell'ammirare questi meravigliosi alberi, che da secoli sono presenti per rammentare che la natura bisogna amarla e rispettarla. Perché non dare ai nostri ragazzi la possibilità di trascorrere due ore meravigliose a contemplare le bellezze dei nostri boschi? Speriamo che la nostra proposta sia accettata dai ragazzi e anche dagli adulti.
Ne vale la pena.

Luigi Leto
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